The Dad is coming e con accordo integrato a seguito…
Scritto da Simona Mastroddi il 28 Ottobre 2020
La sentite, vero? Sta arrivando.
Torna la didattica a distanza. Per adesso solo nelle scuole superiori e in Campania, ma come John Snow che ne “Il trono di Spade” annusava nell’aria l’arrivo dell’inverno, anche il corpo docente ha odore di chiaroveggenza e sa che prima o poi la spada di Damocle della dad arriverà sulle proprie teste, pronte ad attutire il colpo maldestro di un contratto integrato che copre tutte le vergogne.
Esattamente ha dell’imbarazzante il testo che circola in questi giorni in rete sulla bozza del contratto integrativo sulla dad, che ancora una volta tenta di arginare senza visione pedagogica e formativa lo tsunami a cui andiamo incontro. Un documento intanto di soli 7 articoli, scritti in fretta e furia, per la maggior parte incentrati sull’ovvietà dell’uso del registro elettronico, della libertà di insegnamento e della aderenza agli obblighi contrattuali previsti dall’ormai dal CCNL scaduto da due anni ( che ti si ritorna come la pasta e fagioli).
Poi una serie di commi che si infilano lì, silenti, come quel comma 3, caruccio, dell’art.1 che puntualizza che:
“La DDI sarà svolta anche dal docente in quarantena fiduciaria o in isolamento fiduciario, ma non in malattia certificata, esclusivamente per le proprie classi, ove poste anch’esse in quarantena fiduciaria. In caso le stesse classi possano svolgere attività in presenza, il docente in quarantena o isolamento fiduciario, ma non in malattia certificata, svolgerà la DDI laddove sia possibile garantire la compresenza con altri docenti non impegnati nelle attività didattiche previste” Quindi, per intenderci, chi deve stare in isolamento dovrà fare didattica anche da casa agli alunni della classe in quarantena anch’essa ( e fin qui tutto ok) ma dovrà farla anche alle classi contitolari che ipoteticamente potrebbero stare a scuola utilizzando il collega compresente.
Compresente. L’hanno scritto davvero! Ma chi sarebbe questa effimera figura mitologica del collega compresente? Non voglio pensare che si riferiscano alla quota sostegno perché il raggiungimento del successo formativo di ogni alunno andrebbe a farsi benedire compresa l’inclusione e la personalizzazione degli apprendimenti richiamati nello stesso art.1. Un comma da brividi insomma, in pieno stile Halloween.
Altra chicca è il comma 1 dell’articolo 2 che recita “Qualora intervengano sospensioni dell’attività didattica in presenza, a causa dell’emergenza sanitaria in atto e si faccia ricorso alla DDI, il personale docente sarà tenuto al rispetto dell’orario di servizio nonché alle prestazioni connesse all’esercizio del profilo professionale di cui al CCNL vigente e assicurerà le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando gli strumenti informatici o tecnologici a disposizione…” Qui qualcosa non quadra, sempre se l’italiano non è un optional segue il seguente sillogismo aristotelico: se si assicureranno le prestazioni didattiche e si manterrà l’orario di servizio, quale “tempo professionale” assicurerà l’equilibrio di attività asincrone di cui al decreto linee guida DDI? Tick tock, Bianconiglio di Alice dice che il tempo del docente è terminato alla 22^ ora per la primaria e alla 18^ ora per le scuole secondarie di primo grado e secondo grado. Fate pace col cervello per cortesia, che c’è’ un milione di gente che pende dalle vostre castronerie controfirmate anche da organizzazioni sindacali che avranno da render conto.
Ulteriore aspetto di non poco conto: se le prestazioni didattiche in dad si equiparano a quelle in presenza, i bambini della scuola primaria sarebbero costretti a stare fin’ anche 8 ore (tempo pieno) al giorno davanti al pc.
Disarmante la freschezza e l’estrema superficialità dell’aspetto della privacy e della salute dei lavoratori che perderanno diottrie a multipli di 2 in pochissimo tempo, senza tempi di pausa scanditi per il recupero psicofisico.
In extremis oggi (27/10/2020) una nota chiarificatrice dell’accordo sottoscritto da una quota parte sindacale, viene inviata dal capo di dipartimento Bruschi ai D.D.S.S. , come a dare per scontato che alla fine i docenti sono solo pedine da muovere. Docenti obbligati a fare didattica a distanza, equiparati in ricovero ospedaliero, ma sani per poter connettersi da scuola, con propri dispositivi.
Insomma, abbiamo davanti a noi un inverno gelido, che ci immobilizzerà tutti non solo per ipotermia ma per inadeguatezza degli atti che vengono scritti e incompetenza delle classi dirigenti.
Simona Mastroddi, Monterotondo – Roma
Foto di Steven Weirather da Pixabay |